Un universo di possibilità

Un universo di possibilità

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Sono appassionata di arte. Da bambina amavo i giochi che stimolavano la mia immaginazione. Ricordo che mi piaceva disegnare, ballare e imitare le persone della mia famiglia e anche i personaggi famosi della TV. Avevo bisogno di quel tipo di espressione. Forse perché la comunicazione verbale non era il mio forte. Ero una bambina molto sensibile, ed era difficile per me mettere ciò che sentivo in parole. L’arte poteva tradurre me.

Quando ero una adolescente, ho deciso di studiare moda all´università. È un errore pensare che in questo corso impariamo soltanto disegnare e cucire. Impariamo storia dell’arte, storia della moda, teoria del colore, tessitura, impariamo a disegnare scarpe, gioielli, stampe… e impariamo anche a fotografare.

Nella mia scuola abbiamo appreso le base sia sulla fotografia digitale, che della fotografia analogica e lo sviluppo. Ricordo la camera oscura, dove abbiamo imparato l’intero processo e abbiamo fatto noi stessi lo sviluppo della pellicola . Non dimentico l’emozione che ho provato a immergere la carta fotografica nel liquido e vedere l’immagine che si forma gradualmente.

Ricordo anche molto bene i primi saggi fotografici che ho fatto a scuola. La sensazione di essere in grado di creare un’immagine da zero, di riprodurre esattamente quello che avevo immaginato e allo stesso tempo lasciare che le circostanze mi sorprendessero. E poi poter condividere il risultato con altre persone. La fotografia per me è diventata un universo di possibilità.

Così ho iniziato a frequentare alcuni corsi, e oggi lavoro come fotografa. Una delle cose che amo di più della fotografia è che traduce una parte importante di chi sono. Le canzoni che ascolto, i film che ho visto, i pittori che ammiro, tutto il mio repertorio si riflette nel mio lavoro. È questo che rende ogni fotografo unico.

Oltre alla fotografia, come lavoro, l’anno scorso ho iniziato a esplorare di più la fotografia d’autore, dove posso creare quello che voglio, solo per scopi artistici. Questo mi ha aiutata nel mio processo di autoconoscimento, maturazione e guarigione delle ferite del passato. Le reazioni delle persone a questo lavoro mi fanno crescere molto, e ho imparato che non importa quanto siamo diversi, i nostri processi di trasformazione e le sensazioni che ci causano sono molto simili. E questo ci collega.

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