Viaggio Sfortunato a Roma

Helena aluna Giulia Nardini

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Tutto è cominciato quando le mie sorelle hanno avuto l’idea di festeggiare il compleanno di mia madre a Roma. Sono arrivate due giorni prima di me, perché mia madre voleva vedere il Papa al Vaticano prima di visitare Roma. Mia madre, due sorelle e una nipote hanno soggiornato in un hotel all’interno del Vaticano, ma quando sono arrivate, lui non c’era più. Erano arrivate troppo tardi e dato che avevano già prenotato un albergo nel centro di Roma, sono partite il giorno stesso.

Il giorno del mio arrivo dovevo incontrarmi con mia sorella Karen all’aeroporto. Ho aspettato più di un’ora, ma non si è presentata. Ho deciso, allora, di prendere il taxi. Mentre aspettavo un taxi, arrivò un signore che si offrì di portare i miei bagagli e mi chiese se volevo un taxi. Ho detto sì, ha messo i bagagli nel bagagliaio e gli ho dato l’indirizzo dell’hotel. Era un gentiluomo istruito ma ho capito subito che non lavorava per nessuna compagnia di taxi. Ho avuto tanta paura! Mi chiedevo se volesse rapirmi, e se non mi avrebbe portata in hotel! Ha capito che ero nervosa e ha cominciato a mostrarmi i punti turistici della città, ma non ho potuto prestare attenzione a nulla, perché ero troppo agitata. Finalmente siamo arrivati all’hotel. Scendendo dal taxi, ho chiesto il biglietto da visita con il suo telefono, per accompagnarmi all’aeroporto al momento della partenza, ma mi ha detto che non poteva, e se n’è andato in fretta. Al quel punto ho avuto la certezza di aver preso un taxi clandestino!


Ho deciso di noleggiare una macchina. Sono abituata a guidare auto automatiche ed è stato un inferno dover usare frizione e cambio manuale.

Guidare a Roma è stato terribile! Le auto corrono ad alta velocità e tutti si maledicono tra di loro. Sono pure entrata in una strada proibita!

La polizia mi ha vista e ha iniziato a segnalarmi di tornare indietro. La macchina si è spenta e, le persone presenti, hanno cominciato a ridere di me. È stato un sollievo quando sono riuscita a fare manovra su quella strada stretta e sono riuscita a uscire. Al mio ritorno a casa ho ricevuto quattro multe, tutte sulla stessa strada, con qualche minuto di differenza. Fu allora che capii perché tutti ridevano di me, oltre a guidare male, si divertivano a pensare che avrei ricevuto quattro multe!

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