Mem – Memoria E Migrazioni: L’impronta Del Passato

L’impronta Del Passato

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Angélica M. Velazco J.

 

Immagina di trovarti di fronte a una barca di fine 1800 e stai per avere la possibilità di conoscere l’impronta del passato.

Cammini un po’ e prima di entrare ti danno un passaporto antico, ma con un’identità tutta nuova, con una storia di vita che non è quella che hai adesso, magari con dei figli e un marito o moglie che non avevi prima. E, insieme al passaporto, ti consegnano un biglietto di andata senza ritorno verso una destinazione sconosciuta.

Da un momento all’altro cominci a vedere tutto color seppia e a viaggiare nel passato.

Cominci a conoscere quel trasporto sull’acqua dove vivrai per diversi mesi, ti avvii a fare un percorso e scopri che ti hanno assegnato una cabina per dormire insieme alla tua famiglia e ad altre persone.

È una stanzetta che ha dei letti piccoli, lenzuola ingiallite e spazi stretti. Se sei fortunato, avrai anche un lavandino.

Continui il tuo percorso nei corridoi di questa barca e vedi tantissime persone di tutte le età, persone che, come te, scappano dalla fame e della miseria.

Arrivi in una stanza molto più grande e vedi una mensa tutta lunga, dove mangerai lo stesso identico pasto in piatti di peltro per chissà quanti giorni. 

Ma tu sei felice di essere in questa barca, di mangiare con tante altre persone che cercano d’immaginare e parlano di come sarà la loro nuova vita nel nuovo mondo.

Pensano anche in quale valigia metteranno la nostalgia dei cari che hanno lasciato indietro, in quell’Italia distrutta. 

Adesso passato e presente s’incrociano e quella nostalgia diventa anche la tua, senza renderti conto. E sai perché? Perché adesso, con quel passaporto che ti hanno consegnato, sei diventato un tuo antenato oppure una testimonianza di uno dei tanti migranti italiani coraggiosi in cerca di fortuna.

Mem –  Memoria e Migrazioni: L’impronta del passato diventa reale a Genova

Questo che ti sto per raccontare non è solo un esercizio d’immaginazione, questa è un’esperienza vera, esiste, e si può sperimentare a Genova in uno spazio chiamato MEM- Memoria e Migrazioni, un percorso del Galata Museo del Mare, appartenente al Mu.MA – Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni.

Per la sua storia e ubicazione geografica, Genova può essere considerata la capitale italiana dell’emigrazione perché è stata il porto principale di partenza per migliaia d’italiani dagli inizi del XIX secolo.

Nei musei genovesi del Mare e delle Migrazioni puoi vivere e sentire sulla tua pelle l’esperienza del lungo viaggio degli emigranti italiani verso le Americhe e diventare anche tu uno dei protagonisti di questo fenomeno in un percorso pieno di storie, dati e testimonianze. Questo movimento di emigranti italiani ha un nome specifico: la Grande Emigrazione e si chiama così perché oltre 14 milioni di emigranti (quasi come una São Paulo tutta vuota) lasciarono l’Italia fra il 1876 e il 1915.

L’impronta del passato nel nostro percorso

Torniamo al passato e al nostro percorso in barca. Finalmente, siamo arrivati a destinazione!

In questa parte del percorso si scopre, a seconda dell’identità che ti hanno dato sul tuo passaporto finto, in quale Paese sei arrivato insieme a tutta la famiglia: potrebbero essere gli Stati Uniti, l’Argentina o il Brasile.

Adesso i più fortunati e i sopravvissuti al viaggio potranno cominciare una nuova vita facendo qualsiasi tipo di lavoro.

Ad altri purtroppo non sarà concesso l’ingresso al Paese di destinazione o perché gli ufficiali hanno scoperto che hanno qualche malattia, che non sono fisicamente adatti, o per tanti altri motivi. Quindi dovranno trovare il modo di tornare a casa.

Così comincia la storia di una comunità la cui cultura e identità oggi è riconosciuta e apprezzata a livello internazionale, ma che per arrivare a questo ha dovuto lavorare sodo e lottare contro tutti i tipi di stereotipi, discriminazioni e umiliazioni. 

Il percorso in nave è finito.

Adesso sei te stesso, hai recuperato la tua identità e sei felice di non avere la vita di uno di quei passeggeri. Ma, senza dubbio, quel “viaggio” in barca ti ha fatto capire, da essere umano, un pezzo della storia migratoria italiana grazie a quell’impronta del passato.

 

Siti d’interesse:

Mu.MA – Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni

 

MEM – Memoria e Migrazioni

 

Articolo sulla Storia dell’emigrazione italiana

 

Leia o artigo em português: Mem – Memoria E Migrazioni: A Marca Do Passado

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