L’italia Ha Il Suo Re Della Caipirinha

Rei da Caipirinha

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Carlos Consolini: “Tutti i giorni mi sveglio contento”

Il motivo principale che ha portato Carlos, conosciuto nel paesino dove vive come il re della caipirinha, in Italia nasce assieme a sua moglie, conoscere l’Europa. Però la sua connessione con la penisola arriva da molto prima: le sue origini sono siciliane.

Lui ci tiene a specificare che suo nonno materno era di Palazzo Adriano, una località vicina a Palermo.

Dei siciliani si dice che sono caldi, estremamente accoglienti e che mangiano molto bene; può essere che un po’ di questo DNA storico sia rimasto in Carlos.

 

Testo di Angélica M. Velazco J.

Revisione di Consuelo Peruzzo

 

Quando parli con lui, anche per pochi minuti, ti lascia qualcosa di positivo. Io volevo fare un’intervista e invece ho fatto una chiacchierata.

Carlos ti trasmette pace, una pace che nasce dal suo sguardo tranquillo, dalla saggezza che gli ha regalato una vita ben vissuta e da un presente nel quale sta vivendo tutto quello che sognava. Carlos è così. 

Quando ho visto le sue foto non aveva la barba, ma quando l’ho visto fisicamente mi ha detto: “Ho cambiato un po’, ho lasciato crescere la barba”.

È un signore dolce, altissimo e corpulento, ma i suoi movimenti sono lenti e delicati. È anche pieno di gestualità, quello che non riesce a dire con le parole lo dice con la faccia e questo fa ridere, lui lo sa ed è contento. 

Ci siamo incontrati nel centro storico di Bologna, puntuali, alle 10 del mattino in una giornata di pioggia pre-autunnale. C’eravamo sentiti al telefono ed è stato sempre gentile e attento.

Mentre ero al tavolo ad ascoltarlo, mi sRei da Caipirinhaembrava, a volte, di parlare con un bambino grande, un “bambino” di 64 anni, perché la sua trasparenza e simpatia, sincera come quella dei bimbi, si è diffusa in tutto il bar dove abbiamo bevuto un caffè e una spremuta.

Una delle prime cose che mi ha detto è stata: “Sai come mi chiamano qui in Italia? Mi chiamano il re della caipirinha” e rideva felice e fiero di sé.

 

Carlos Consolini, il nostro re della caipirinha, è un pensionato brasiliano nato a San Paolo il 23 luglio 1955.

Ha lavorato in banca e si è dedicato alla vita commerciale, girando per diverse città del Brasile. Adesso si dedica a compiere un sogno: conoscere l’Europa e vivere in Italia. Atualmente abita in un paesino con un nome abbastanza particolare: Medicina, in Emilia Romagna ed è così contento che lo riflette in ogni parola. 

Non ci potevo credere quando mi ha detto di avere appena il livello A2 d’italiano perché stavamo comunicando benissimo. Questa è una delle cose che mi è piaciuta di più di questa chiacchierata: due stranieri, di due Paesi diversi, uniti dalla lingua italiana.

Così ho cominciato a sentire la sua storia, che fa venire i brividi dall’emozione. Per chi ha visto il film animato Up, della Disney e la Pixar, può trovare qualche somiglianza con quello che sto per raccontarvi: aveva un sogno in comune con sua moglie, quello di andare a vivere in Europa e avevano deciso di andare prima in Portogallo. Poco tempo fa, però, sua moglie è mancata a causa di una malattia e lui ha deciso di continuare, nonostante tutto, il loro sogno.

Adesso è contento di averlo portato avanti. Lui e sua moglie erano sposati da 37 anni e hanno un figlio che ogni tanto va a trovare in Brasile. 

All’inizio aveva paura di venire in Italia perché pensava essere troppo cara ma, dopo essersi trasferito, ha scoperto che era solo una paura; che non era come pensava lui e che bastava organizzarsi.

La quotidianità di questo gran uomo è serena: fa le cose di casa, fa le sue passeggiate e partecipa alle attività nel paese dove vive e dove lo conoscono praticamente tutti.

Carlos non ha avuto nessun problema nel fare amicizie, e questa, spesso, è una grande difficoltà per gli immigrati. Ma lui, a solo un anno dall’arrivo in Italia, mangia con amici italiani e brasiliani, cucina risotto e insegna agli italiani a fare la caipirinha con la frutta (da qui deriva il titolo “re della caipirinha”).

 

Rei da Caipirinha
Carlos con l’ex sindaco di Medicina, Onelio Rambaldi

La sua semplicità e simpatia l’hanno portato persino a conoscere personalmente i sindaci del comune dove abita e a farsi le foto con loro senza nessuna vergogna: “Sono molto contento di avere amici italiani, perché gli italiani quando sono amici, sono dei veri amici”.

– Qual è la cosa che ti piace di più dell’Italia?

– Mi piace la organização dell’Italia, le persone sono molto educate, c’è un rispetto per il prossimo.

– Qual è la cosa che è stata più difficile per te in Italia?

– All’inizio, parlare; perché non capivo bene e non sapevo esprimermi bene. Ma adesso non è più così, adesso non ho paura!

 

Dice che tutti i giorni si sveglia contento e che appena si alza mette la musica “perché fa bene”.

Carlos, oltre a essere amichevole è audace: ha fatto dei viaggi con degli amici e da solo, per diversi Paesi europei.

Rei Da Caipirinha

Ha cominciato a lavorare quando aveva 12 anni e adesso si gode la sua pensione esplorando altri posti: “Io con Flixbus (una linea europea di autobus low cost) sono andato in Slovenia, Croazia; sono stato a Milano, Saint-Tropez… e non vedo l’ora di andare via di nuovo, vorrei andare in Sicilia, ad esempio. Per me viaggiare è entrato nelle vene; ho detto a un’amica che non posso ficar senza fare un viaggio, è una cosa difficile da lasciare, come il sigaro”.

Questo tipo di coraggio si riflette anche nel parlare. Carlos non ha paura di sbagliare, lui parla e si fa capire perché per imparare una nuova lingua bisogna fare così: non avere paura di niente.

Non ha avuto paura neanche quando, quest’anno, l’hanno operato a un occhio. “Ma Angélica, sai una cosa? Io fui bravissimo”, mi ha detto tutto emozionato, come quando un bambino fiero fa vedere alla mamma che ha mangiato tutta la “pappa”.

E così mi ha raccontato ogni dettaglio della sua operazione: 

“Mi sono seduto e il medico mi ha fatto una puntura nel lato sinistro della testa, accanto all’occhio che mi doveva operare. Poi mi sono sdraiato un po’ e non sentivo male, ma vedevo tutto quello che mi facevano dentro l’occhio! Mi hanno iniettato un inchiostro blu e mi sembrava di essere in fondo all’oceano, perché vedevo tutto blu. Ma non ero per niente nervoso. Poi, il dottore mi ha detto che dovevo rimanere giù con la testa, guardando il pavimento per più di 20 giorni e così ho fatto!”

– Ma come facevi a fare le tue cose, prepararti da mangiare, fare la spesa… qualcuno ti ha aiutato?

– No no, ho fatto tutto da solo. Compravo le cose già pronte o facili da preparare, mangiavo seduto, sempre guardando per terra e dormivo anche con la pancia in giù. Ma ero tranquillo, ho fatto così e il dottore quando mi ha visto, era contento perché ero guarito bene.

Una delle difficoltà più importanti che ha affrontato quando si è trasferito in Italia, è stata il diabete. All’inizio è stato difficile gestire la situazione perché ha dovuto riscoprire che cosa poteva e non poteva mangiare, ma ha trovato una soluzione semplice: “Bisogna chiudere la bocca”. Così, beve pochissimo vino, niente zuccheri e va dal medico ogni tre mesi per un controllo.

Ah, cammina fra i 5 e i 6 km, ogni giorno (tranne quando piove)! Fra tutte le storie che mi ha raccontato, c’è quella in cui ha camminato 12 km a Padova, perché gli piaceva la città.

Per avere tutto sotto controllo, si è scaricato il Pedômetro, un’app che fa vedere quanto camini tutti i giorni.

Carlos è un signore tecnologico e non ha paura neanche di questo. Oltre al Pedômetro, mi ha fatto vedere il suo cellulare per consigliarmi un’altra app con la quale si possono controllare le spese quotidiane, così “controllo e risparmio”, mi ha detto.

È anche sui social: ha un profilo Facebook e Instagram, dove interagisce con i suoi amici.

Adesso si prepara per iscriversi a un corso d’Italiano per stranieri e Licenza Media, organizzato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. È un corso gratuito e imparerà matematica, inglese e italiano da ottobre fino a febbraio.

Ottobre 2019 è stato il primo anniversario di vita in Italia, per il re della caipirinha. Lui ha imparato tantissimo, ama questo Paese al punto che lo conosce meglio di molti italiani.

Dice anche che molti brasiliani farebbero bene a questo Paese, perché il “brasiliano lavora molto e può aiutare l’Italia con qualsiasi cosa”.

Lascia anchRei Da Caipirinhae un consiglio e una risposta a tutti quelli che dicono che le persone di una certa età non imparano bene cose nuove, come, per esempio, una lingua:

“Tutto dipende da ogni persona, perché se si ha la forza di volontà e la voglia d’imparare si cercano i modi; se una persona vuole imparare l’italiano, ascolterà la radio, vedrà dei programmi [tv] e troverà tutto quello che le serve per imparare. Ma non devi aver paura, perché se hai paura non farai nulla. Tutti possono imparare, a qualsiasi età”. 

Una cosa importante che Carlos lascia come consiglio è: “prima di venire in Italia bisogna prepararsi, fare almeno un corso di lingua, come ho fatto io con Giulia, perché basta almeno parlare un po’ e il resto puoi impararlo anche in Italia”. 

Definitivamente quando sei in pace con te stesso crei armonia attorno a te e Carlos ne è la prova.

Così, per chiudere, con la sua voce e ritmo di cantante di bossa nova mi dice che non è bello lamentarsi, lui non lo fa mai perché non fa bene né alla testa né al cuore. Il suo messaggio è chiaro: “L’ottimismo fa bene!”

 

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